Quanto durerà ancora il trend dei social media basati su audio?

La primavera 2020 ha visto l'ascesa dell'innovativa ed esclusiva app solo su invito - Clubhouse. Clubhouse sfrutta l'aspetto FOMO dei social media che rende l'app ancora più attraente e aspirazionale. Una volta che la conversazione è finita, la stanza è chiusa e le chat audio dal vivo sono sparite... non c’è più nulla da fare, te lo sei perso!

Come con qualsiasi nuova tendenza sui social media, l’app ha vissuto momenti di alti e bassi. Sono emerse alcune controversie che si sono fatte spazio nei titoli di giornale e sono anche emersi una serie di nuovi competitor. Twitter, Facebook e LinkedIn stanno attualmente lavorando su funzionalità molto simili. Il clone di Clubhouse creato da Facebook chiamato "Hotline" è in fase di beta test, mentre Twitter ha implementato e testato "Spaces". La scorsa settimana, LinkedIn ha confermato che sta anche introducendo una funzione di sala audio, indice del fatto che i grandi player stanno prendendo la presenza di Clubhouse (e le minacce che ne conseguono) molto sul serio.

Quindi, come possono i marchi farsi spazio in queste nuove realtà e incorporarle nelle loro strategie future?

Come con qualsiasi nuovo strumento sui social media, si tratta di conoscere il tuo pubblico e valutare se quel determinato modo di comunicare è in linea con il tuo brand. Per quanto riguarda le app audio, c’è molto potenziale per i brand.

Si tratta di trovare la propria community di nicchia e implementare strategie di successo.

Capire di cosa vuole parlare il tuo pubblico e dimostrare il perché dovrebbe ascoltarti è un ottimo punto di partenza.

Le interazioni sociali basate principalmente su audio sono una risorsa incredibile per dispensare consigli e organizzare collaborazioni. Tuttavia, il rovescio della medaglia dell'esclusività è che alcuni gruppi si sentono inevitabilmente tagliati fuori. C’è ancora molto lavoro da fare, specie per garantirne l’uso a tutti quegli utenti con problemi di udito; per esempio, senza sottotitoli automatici live, le persone con problemi di udito non possono impegnarsi in conversazioni e sono svantaggiate. Non consigliamo ancora di giocarti tutte le tue carte ora su queste nuove piattaforme, ma vale sicuramente la pena essere tra i primi a testare e capire se questo formato si adatta al tuo pubblico di destinazione.

I social media si sono davvero evoluti molto negli ultimi anni e, con lo sviluppo continuo di nuovi strumenti, è molto probabile che una di queste piattaforme troverà una soluzione a questa svista. Le tendenze a volte vanno e vengono ma, proprio come per TikTok, i dati suggeriscono che la tendenza audio è arrivata per restare, almeno per ora.