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Clubhouse: il social network “solo su invito” che ha conquistato i social media

Clubhouse, anche se ancora in versione beta, è già stata pubblicizzata come la prossima grande novità in fatto di social media. Dopo aver conquistato la Silicon Valley, l’app disponibile solo per iOs sta esplodendo.

Essenzialmente, l'app è una combinazione di una rete di podcast, uno spazio per eventi virtuali e una chat room dal vivo ma con l'energia, l'immediatezza e l'interattività di una riunione offline. Sembra caotico? Beh lo è…più o meno. Ma in questo caos sta spopolando— e i primi utenti lo stanno già apprezzando. “Quando apri l’app, puoi vedere ‘stanze’ piene di gente che chiacchiera — sono tutte aperte, in modo che si possa entrare e uscire, esplorando diverse conversazioni. Puoi avere l’accesso ad ogni stanza come membro del pubblico ma se desideri parlare, devi solo alzare la mano e gli speaker possono decidere di invitarti a partecipare attivamente.” spiega Clubhouse sul suo sito.

Le stanze sono suddivise a seconda degli argomenti e aree di interesse. Puoi scegliere i tuoi interessi per personalizzare la tua esperienza in Clubhouse. Gli argomenti spaziano da salute, benessere, vita, fede, arte, cultura, sport, intrattenimento, affari internazionali, scienza, prodotti tech, lingue, luoghi, identità, startup, svendite, finanza e criptovalute, performance online, e così via. Premi l’icona “esplora” in homepage per trovare persone e club da seguire.

Clubhouse ti avvisa quando una sessione che può interessarti sta per essere trasmessa. Puoi tenere traccia delle prossime stanze in programma tramite l’icona del calendario in homepage. Gli utenti possono creare nuovi eventi aggiungendo il tipo di argomento, co-ospiti o invitati, data e ora, club ospite e una descrizione di 200 caratteri. Questi sono eventi o attività pianificate e gli inviti possono essere condivisi con tutti gli utenti.

L’esclusività di Clubhouse e la paura di rimanere tagliati fuori ha interessato i netizen di tutto il mondo rendendo l’app più accattivante e aspirazionale. Vanity Fair lo ha recentemente nominato “parco giochi per élite”. E l’élite desidera disperatamente l’iscrizione al Clubhouse — nuovo elemento distintivo di privilegio e credibilità sociale. Imprenditori, celebrità, patiti di social media e investitori hanno lottato per ottenere gli inviti, si sono vantati quando ne hanno ottenuto uno e, entusiasti della “incredibile” piattaforma, hanno twittato o hanno pubblicato thread elaborati per i comuni mortali che se lo sono perso.

Il nostro verdetto?

Notevole, ma non perfetto. Non si può negare che tutto questo scalpore per Clubhouse sia giustificato. E’ nuovo, coinvolgente, divulgativo e offre qualcosa di diverso rispetto alle altre piattaforme social già conosciute. Se gli anni 2000 erano incentrati sui social network basati su testo (MySpace, Facebook, Twitter) e gli anni 2010 erano delle app di social visivi e di video (Instagram, Snapchat, TikTok), gli anni 2020 possono essere l’era dei social network basati sulla voce.

Non sarebbe un’esagerazione affermare che Clubhouse sia il preludio di una nuova ondata di social media. Ma i pericoli derivanti dall’uso di una app beta di nicchia e incontrollata sono molteplici. Clubhouse è già stato criticato per non aver moderato l’incitamento all’odio, specialmente contro la community BAME e quella LGBTQIA+ che potrebbe rappresentare in definitiva la sua rovina.

Nonostante le carenze, Clubhouse è rivoluzionario nel panorama globale dei social media. Il tempo ci dirà se questa particolare piattaforma cambierà per sempre il terreno di gioco ma si è già riservato da solo il suo posto nella storia dell’innovazione.